Articoli simili

  • Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

    Ma che razza di genitori erano, Maria e Giuseppe? Vanno a Gerusalemme con Gesù ancora ragazzino e poi, al momento di rientrare a casa a Nazareth, invece di assicurarsi che fosse effettivamente con la loro stessa comitiva, fanno tranquilli una giornata di viaggio senza preoccuparsene. Solo allora si accorgono che non c’è e così tornano di corsa a Gerusalemme, dove finalmente lo trovano nel tempio mentre crea relazioni di confronto e di dialogo. E lo sgridano pure!
    Sì, forse Maria e Giuseppe sono stati un po’ avventati a trascurare quel loro ragazzino, credendo che fosse dove invece non era, ma siamo esattamente così anche noi: ce ne andiamo tranquillamente nel mondo, tutti presi dai nostri affari, convinti di sapere anche dove si trova Dio. E invece no, quando ci rendiamo conto che Dio non si trova dove eravamo così sicuri che fosse, allora ci tocca cercarlo. Lui non si nasconde, si fa sempre trovare, e nemmeno si scompone se lo sgridiamo perché non era dove volevamo noi: Lui si trova sempre nell’unico posto che gli si addice, cioè ovunque ci sia bisogno di creare relazioni d’amore.

    (A. M. Argine)

  • II Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

    Gesù non usa mezzi termini, non indora la pillola: ci dice chiaramente che siamo ben lontani da Lui finché ragioniamo con la miope prospettiva terrena di chi crede di avere in tasca la verità, di essere un “giusto”, solo perché ogni tanto legge la Bibbia, va Messa tutte le domeniche e osserva i precetti. Tutto questo non basta per essere “giusti”: giustizia è rivoluzionare nell’amore tutta la propria vita tutti i giorni della settimana, non solo la domenica. […]

  • III Domenica di Pasqua

    È un Gesù colmo di tenerezza quello che ci viene presentato da questo Vangelo, un Gesù che comprende perfettamente il disagio dei suoi discepoli e vuole rassicurarli. Non promette loro di risolvere magicamente gli affanni della vita terrena, non gli racconta fiabe che illudono, non fa l’imbonitore sollecitandoli ad avere fede in Lui per diventare invincibili e intoccabili da tutti i i mali della vita. […]

  • I Domenica dopo la Dedicazione (Anno A)

    Quanto la fede ci dona e quanto la Parola di Dio ci fa conoscere non è possibile trattenerlo per noi stessi. Noi siamo qui perché gli apostoli e generazioni e generazioni di cristiani hanno annunciato quello che ha detto Gesù, quello che è successo a Gesù, quanto lui ha donato, quanto ha fatto al discepolo di ogni tempo. Abbiamo ricevuto un’eredità, che è anche una responsabilità. Siamo chiamati ad annunciare un ricordo vivo che di generazione in generazione è arrivato fino a noi e con noi può continuare, se accogliamo questa eredità e la mettiamo nelle mani di altri perché anche loro possano sentirsi eredi di questo mandato di Gesù.