V Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore
Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato
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Gesù, il Figlio di Dio, aveva realmente bisogno del Battesimo? Non era, Lui, senza peccato? Perché farsi battezzare da un uomo, da Giovanni? Dopo essere nato da una donna, in una condizione di povertà umiliante, Gesù nasce una seconda volta nell’acqua del Giordano per non lasciare dubbi: Egli è Dio, ma è un Dio concreto, presente, che viene in mezzo agli uomini e alle donne, ne condivide ogni aspetto e non gli fa schifo immergersi nell’acqua in cui la sua gente si immergeva per farsi battezzare. Gesù si fa seppellire nell’acqua umana e da quell’acqua, proprio come avverrà nella resurrezione, riemerge più uomo e più Dio che mai.
(A. M. Argine)
C’è questo Nicodemo, un fariseo, anzi un capo dei farisei, che evidentemente è incuriosito da Gesù, ma non vuole che si sappia in giro. Così va a cercarlo di nascosto, di notte, per parlargli. Non è un fariseo nel senso peggiore del termine: le sue intenzioni sono oneste e lui stesso sembra essere un uomo pacifico e desideroso di cercare la fede. Tanto è vero che esordisce con un’affermazione: “sappiamo che sei venuto da Dio come maestro”. Viene subito da chiedersi: se Nicodemo (e non solo lui, visto che usa il plurale) sa che Gesù è venuto da Dio, non è forse già a posto così? […]
Gesù ci invita a vedere il Regno come una grande rete, gettata nel mare che pesca fratelli e sorelle dalle profondità più oscure dell’umanità e li porta alla luce. Questa rete raccoglie ogni genere di pesci, raccoglie tutti: nessuno è escluso. Tutti possono entrare a far parte della famiglia in un clima fraterno. Questo avviene nella storia concreta di ciascuno e nella storia del mondo. Sarà solo alla fine della storia che i pescatori (non la rete!) saranno chiamati a fare discernimento tra i pesci buoni e i pesci cattivi.
(Discepole del Vangelo)